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Obbligo POS 2020, decide la nuova legge di bilancio

Con il nuovo decreto fiscale legato alla Legge 27 dicembre 2019 n. 160, anche detta Legge di bilancio 2020, sono numerose le innovazioni che entrano in vigore in questo nuovo anno. La più importante è quella legata alla detrazione delle spese sanitarie e all’obbligo che queste siano tracciabili rendendo di fatto attivo l’obbligo

Detrazioni fiscali possibili solo per chi paga con metodi tracciabili

Secondo la nuova normativa, a partire dalla dichiarazione dei redditi 2021, sarà possibile richiedere la detrazione Irpef del 19% soltanto per quelle spese che siano state effettuate con metodi di pagamento verificabili. L’obiettivo è quello di garantire la massima trasparenza nell’erogazione delle prestazioni sanitarie, in linea con la lotta all’evasione fiscale. Fra i metodi di pagamento utilizzabili a tal fine rientrano bancomat, carta di credito o carte prepagate, assegni bancari e assegni circolari, bonifico bancario o postale. 

Questo include, pertanto, tutte le spese di cui ci si fa carico a partire dal 1 gennaio 2020. Cosi facendo, le spese e le detrazioni saranno già presenti nella documentazione inviata all’Agenzia delle Entrate. Ovviamente, ciò non implica il divieto per i pazienti di pagare tramite contanti, ma semplicemente la perdita del diritto alle detrazioni Irpef.

Obbligo POS 2020 per i professionisti e partita iva

Il nuovo regolamento obbliga i professionisti ad esplicitare al paziente che un eventuale pagamento in contanti non sarà fiscalmente detraibile. Negli anni precedenti si è a lungo discusso della possibilità di rendere obbligatoria la presenza di un POS all’interno di ogni attività commerciale. A partire dal 2014, in seguito al decreto legge numero 179/2012 del Governo Monti, teoricamente questa eventualità dovrebbe costituire la norma; tuttavia ad oggi sono numerosi gli esercizi commerciali e i professionisti che non offrono al cliente la possibilità di pagare tramite metodi tracciabili. 

Multe a partire da Luglio 2020

All’interno del Decreto 124/2019, l’articolo 23 prevede una doppia sanzione per i professionisti e i commercianti che non offrono la possibilità di pagare tramite POS. La sanzione è pari a 30 euro, con l’aggiunta del 4% del totale della transazione negata. Le multe dovrebbero essere attive a partire dal 1 luglio 2020. Tuttavia, al momento l’articolo 23 con obbligo POS 2020 è stato eliminato, e la regolamentazione delle multe è probabilmente destinata a subire leggeri ritardi. Resta però la possibilità da parte del consumatore di segnalare la struttura, l’attività commerciale o il professionista che rifiuti di accettare pagamenti tramite metodi tracciati.

Specifichiamo che le novità delle Legge di bilancio 2020 non riguardano le strutture sanitarie pubbliche o quelle private che siano convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale, ma solamente i professionisti che lavorano con partita iva e tutte le strutture sanitarie private.

Come adeguarsi per evitare sorprese

La lotta all’evasione fiscale è argomento sempre più trattato, non a caso numerosi interventi legislativi vanno in questa direzione, inclusa la nuova Lotteria degli scontrini, che partirà proprio il prossimo luglio 2020. In quest’ottica, la soluzione più efficace è indubbiamente quella di dotarsi di un dispositivo idoneo alla ricezione di pagamenti tramite POS. Verosimilmente, la mancata diffusione a tappeto di questi dispositivi è legata ai costi di gestione alti e dei canoni mensili spesso proibitivi. In tal senso, la soluzione al problema potrebbe essere l’acquisizione di dispositivi mPOS o POS Mobile, come iZettle o SumUp ( leggi la nostra “Recensione SumUp” ) , che oltre ad offrire un canone mensile pari a ZERO non hanno alcun vincolo contrattuale. Attualmente, resta questo il metodo più economico e sicuro per mettersi al riparo da qualsiasi sanzione futura e offrire ai propri clienti il miglior servizio possibile.

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