Storia

Il decalogo del cavaliere

Serie "Nobiltà e Cavalleria" #02

Il motto del cavaliere era “la mia anima a Dio, la mia vita al Re, il mio cuore alla Dama, l’onore per me”, onde il cavaliere doveva abituarsi a difendere la fede, a porsi al servizio dei deboli e degli oppressi e a elevare il suo spirito nel culto platonico e romantico della donna, consacrandole pensieri e opere degne: tutto era poi idealizzato e permeato dalla coscienza di essere militi di Cristo e della sua Chiesa.

Altra caratteristica dell’educazione cavalleresca – accanto alla bravura nelle armi, al coraggio e allo spirito d’avventura – fu costituita dall’importanza attribuita dal cavaliere alla cortesia e al sentimento dell’onore, che nel significato equestre possono essere ricondotti ai concetti di galateo, rispetto verso il prossimo, benignità verso gli inferiori, fede nella parola data e al servizio di cui era investito, disprezzo di ogni viltà, amore di gloria militare, prontezza a dare, poca cura della ricchezza.

I doveri del cavaliere, pertanto, erano riassunti nel seguente decalogo:

  1. Crederai quanto insegna la Chiesa e osserverai i suoi comandamenti.
  2. Proteggerai la Chiesa.
  3. Rispetterai e difenderai i deboli.
  4. Amerai il paese dove sei nato.
  5. Non indietreggerai innanzi al nemico.
  6. Farai guerra senza tregua e senza grazia agli infedeli.
  7. Adempirai fedelmente i tuoi doveri feudali se non sono contrari alla legge di Dio.
  8. Non mentirai e non mancherai alla parola data.
  9. Sarai generoso e liberale con tutti.
  10. Dovunque e sempre sarai campione del diritto e del bene contro l’ingiustizia e il male.
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