Storia

Beato Francesco da Monte Piloso

Inizierò con il parlare di un figlio di Monte Piloso e come al solito e guarda caso dimenticato da tutto e tutti, ma come vedremo è una caratteristica tutta locale. Anche se in un precedente mio articolo detti la notizia in maniera abbastanza frettolosa. Oggi dopo aver fatto una  ulteriore ricerca in più ( e spero di continuare) posso dire questo, forse porre un interrogativo in più alla storia di monte Piloso a volte e a tratti scura e fosca. I documenti nelle nostre chiese , molti si sono persi ,a volte saccheggiati, a volte perse, per incuria ed ignoranza e a volte nascoste o mistificate per fini non comprensibili.

credo che,  Vivendo felicemente Papa Allessandro VI, al trasferimento del Vescovo Corbaria nel 1498 a Trivento fu eletto un Nuovo vescovo in Monte Piloso e mi riferisco al Vescovo Marco Coppuleo o meglio COPPOLA. Egli resse la Cattedra per  trenta anni e chiuse la sua esistenza terrena nell’anno del signore 1527 Dicono gli storici che appena fatto vescovo chiese e ottenne di cambiare abito da bianco quale era il suo Ordine in nero.

Una notizia questa che se letta di corsa non si da peso, ma se letta lentamente si da peso.

Dagli appunti manoscritti  del Sacerdote  Don Mario Spinelli di Miglionico.

Nel 1507 il feudatario Ettore Fieramosca assegnò ai monaci Bianchi di Monte Piloso inviati dal loro Vescovo S.E Marco Coppola e accolti da S.E Vincenzo Palmieri per approdare ai ruderi della “Porticella” luogo già iniziato al culto della Vergine Maria.

Dopo aver riflettuto molto mi chiedo  :

I monaci bianchi erano In Monte Piloso ?

Chi erano i monaci bianchi ?

Furono mandati via perché ?

Furono cacciati?

Perché mai nessuno ne ha parlato?

Se Francesco da Monte Piloso ha dipinto lui le pareti del convento di monte Piloso? ( non l’oratorio dei De Balzo) mi sono dato queste Risposte.

I monaci Bianchi erano in monte Piloso in quanto le loro opere di trasformazione del territorio da loro perpetrate sono ancora oggi visibili, canalizzazzione delle acque  peschiera ( a p scher) disboscamento e strade, e anche tracce della loro Architettura.

I monaci bianchi altro non sono che i Cistercensi cistercense,  Ordine religioso iniziato dal monaco cluniacense Roberto di Molesme (m. 1110), che nel 1098 fondò un nuovo monastero a Cîteaux (lat. Cistercium), in Borgogna, con una regola improntata al rigorismo morale. Nel 1134 l’ordine contava già 70 monasteri, alla fine del 13° sec. ca. 700. Con la riforma della Trappa (1664), i cistercensi furono divisi nel ramo dell’osservanza comune (cistercensi propriamente detti), e in quello dell’osservanza primitiva (trappisti).  Rilanciando la tradizione benedettina, i cistercensi furono bonificatori e colonizzatori; le abbazie cistercensi svolsero un ruolo importante nell’economia agraria medievale. La diffusione dell’ordine ebbe anche importanza nello sviluppo dell’architettura, poiché diffuse in Francia (Pontigny, 1114; Clairvaux, 1115) e poi in Europa modelli di austerità e  monumentalità funzionale.

Furono mandati via anche perché i loro tutorr Francesi furono mandati via a furor di popolo e utili signori e chiesa e pertanto bisognava fare aria . Ho omesso di parlare di San Bernardo di chiaravalle per timore di qualche spirito libero( di molti spiriti liberi che non osservando le leggi dello stato continuano a svolgere attività non previste) che subito si collegheranno ai templari In Irsina( ho una mia Idea sui templari ma mi manca un tassello,( spero di trovarlo). Nessuno ne ha mai parlato perché fusi e confusi con  il termine generico di Benedettini  ,e poi gli storici da tavolino a volte con l’abbondanza di materiale sottovalutano i fatti. Tra essi si distingue un frate  Francesco da Monte Piloso , uomo solitario, taciturno e si affidava all’orazione sia di giorno che di notte; dormiva sopra una tavola o a terra.

Era modico e attento nel mangiare e nel bere. Dai Fraticelli veniva chiamato “Romitone”. Compose per amore di Dio e del prossimo bellissimi, devoti e sacri dipinti per l’alta ispirazione pittrice che aveva. Il suo metodo pittorico era: “attenzione et divozione” (altrettanto attento e devoto era nell’orazione). “Era molto desiderato sul dipingere pareti di chiese, cappelle et sacre case e molte ne dipinse in Miglionico, Matera, Monte Piloso etc…”.

Nel 1563, essendo superiore del Romitorio, lo ricostruì, lo consolidò, ne dipinse le pareti per servire “li forestieri onde temprare le anime peccatrici in lode e ringraziamento della divina verità che tanta grazia dona”. “Con estrema cura  et santità maneggiò il governo economico… sollecito nell’orazione et nelle opere, curò l’infermità del popolo di questa terra…

FOTO A.P.

Zelantissimo nel culto divino e dell’amore dei sofferenti che compativa nelle infermità e sovveniva nella bisogna, li ammoniva in dolcezza, procurando loro… che fossero ben provveduti tanto nel vitto che nel vestito… Richiedeva osservanza regolare esatta e religiosa de la vita cristiana”.

“Nel 1570 ricostruì e ampliò una parte del Romitorio per i pellegrini malati e colpiti dal male del corpo e dell’anima: hospitò Padre Eufemio da Miglionico, uomo gran servo di S.O.M.”. “Per non deviare dal dritto sentiero si fece come per guida un trattato di ben governare, cavato dalli famosi scritti di diversi Santi e Beati e questo suo trattato faceva leggere a mensa. Amava lavorare con i colori et i pennelli e dapprima era attento a contemplare, di poi rapidamente tracciava le linee e stendeva i colori così che ottime figure apparivano”. “Predilesse il Romitorio de la Porticella a tal punto da non tornare mai più a Monte Piloso e manifestò la carità con amore naturale generato dalla naturale inclinazione a pingere et all’uso dei colori”.

“Morì nell’Anno del Signore 1591 carico di lode di meriti e fu deposto nella tomba dentro la Cappella de la Madonna de la Porticella dal gran servo di Dio Abate Innocenzo da Miglionico”. 1

1)Le notizie sulla presenza del Romitone Francesco da Montepiloso e sulla sua vita sono state ricavate da un manoscritto del 1922 di Don Luigi De Novellis da Miglionico, copiato dal “Liber memoriae” dell’arciprete Don Michele De Ruggieri.

Atteso quanto sopra credo anche di avervi detto chi è stato l’autore di affreschi francescani nel convento di Monte Piloso, naturalmente non mi riferisco al soccorpio ma agli affreschi nelle sale e cantine del EX convento

Curioso come un si fatto grande uomo, onorato e rispettato beato di Dio, grande artista, di lui nel suo paese nessuno lo a mai voluto ricordarlo, ma come vedremo non è l’unico.

 

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